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L'obesità come fattore prognostico in bambini con leucemia linfatica acuta
Domenica 15 Gennaio 2012 11:49

La questione se l'obesità infantile possa essere considerato un fattore prognostico negativo nei bambini con leucemia linfatica acuta (LLA) è ad oggi controversa. In due studi pubblicati nel 2006 (1, 2) non sembrava emergere un'associazione tra eccesso ponderare e riduzione della sopravvivenza totale o libera da malattia. Al contrario in uno studio del 2007 (Butturini et al, 3) su una coorte di più di 4.000 bambini seguiti per 7 anni e ripetuto su una coorte di altri 1.700 bambini seguiti per 6 anni l'obesità al momento della diagnosi è un indicatore indipendente di probabilità di recidiva e di efficacia della terapia. Un nuovo studio (4) su una coorte di bambini brasiliani trattati con il protocollo terapeutico BMF (Berlino-Francoforte-Monaco) e seguiti per un periodo di 19 anni fornisce un ulteriore prova a favore del ruolo prognostico dell'obesità infantile nel determinare l'esito della terapia e la probabilità di recidiva in bambini affetti dal LLA.

Nel dataset del gruppo brasiliano 181 bambini sono stati seguiti dalla diagnosi di LLA per un periodo di 19 anni. Il 35,9% mostrava sovrappeso o obesità, definiti secondo i nuovi criteri WHO, alla diagnosi (65 bambini su 181).

I bambini normopeso alla diagnosi hanno mostrato un tasso di recidiva significativamente inferiore rispetto a quelli sovrappeso/obesi.

tabella

Per quanto riguarda l'esito della terapia, tutti i pazienti hanno ricevuto la dose di farmaco in base alla loro effettiva superficie corporea. Il tasso di soravvivenza libera da malattia (EFS, Event-Free-Survival) a 5 anni dei pazienti sovrappeso/obesi è significativamente (P=0,03) inferiore a quello dei bambini normopeso (67% contro 81% rispettivamente).

grafico

(linea nera: soggetti normopeso)

Il motivo della discrepanza tra questi ultimi due studi (quello qui presentato e quello di Butturini e coll.) ed i primi due citati potrebbe risiedere nel differente protocollo terapeutico utilizzato o, più probabilmente, nei criteri di classificazione del sovrappeso e dell'obesità infantile. Nel presente studio sono stati infatti utilizzati i nuovi criteri WHO, che, come noto, sono più stringenti rispetto alle precedenti curve di crescita, per cui accade anche alcuni soggetti prima considerati normopeso vengano ora classificati come obesi. Questo può naturalmente determinare l'arricchimento della classe di bambini normopeso anche con soggetti sovrappeso, con ovvie conseguenze sulla significatività dei test statistici di associazione.

Da un punto di vista biologico l'associazione tra adiposità e recidiva o tra adiposità ed efficacia della terapia è plausibile; studi in vitro indicano che gli adipociti sono in grado di ridurre l'apoptosi indotta da chemioterapici in cellule di ALL e tale inibizione sembra indipendente dal contatto cellulare ma mediata da segnali molecolari. Sul modello animale, poi, è stato osservato che il tessuto adiposo modifica la disposizione tissutale e la biodisponibilità della vincristina.

Questo studio rafforza quanto recentemente riportato da Butturini e collaboratori su una ampia coorte di bambini con LLA; insieme, questi dati indicano che il sovrappeso o l'obesità infantile, stabiliti secondo i nuovi criteri di classificazione WHO, sono parametri in grado di influenzare negativamente il buon esito della chemioterapia la probabilità di recidiva.

Se confermati, questi dati suggerirebbero una revisione dei protocolli terapeutico al fine di adattare la farmacodinamica dei chemioterapici all'effettiva composizione corporea dei bambini trattati; suggerirebbero infine di inserire in opportuni percorsi assistenziali un programma di correzione del peso in bambini sovrappeso o obesi al momento della diagnosi di LLA.

 

dott. Giovanni Buonsanti

Bibliografia:

1. Hijiya N. et al. Body mass index does not influence pharmacokinetics or outcome of treatment in children with acute lymphoblastic leukemia. Blood 108:3997-4002 (2006)

2. Baillargeon J. et al. Obesity and Survival in a Cohort of Predominantly Hispanic Children With Acute Lymphoblastic Leukemia. J Pediatr Hematol Oncol 28(9):575-8 (2006)

3. Butturini A. M. et al. Obesity and Outcome in Pediatric Acute Lymphoblastic Leukemia. J Clin Oncol. 25(15):2063-9 (2007)

4. Gelelete C. B. et al. Overweight as a Prognostic Factor in Children With Acute Lymphoblastic Leukemia. Obesity 19(9):1908-11 (2011)