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Vitamina D e diabete gestazionale

In un precedente articolo abbiamo già preso in considerazione gli effetti della supplementazione di vitamina D sull'outcome gravidico prendendo in considerazione uno studio retrospettivo australiano su 5109 gravidanze. E' stato osservato che la supplementazione di vitamina D non si associa ad una diminuzione del rischio di complicanze gravidiche. Riportiamo ora l'esito di uno studio randomizzato in doppio cieco e controllato con placebo finalizzato ad indagare gli effetti della supplementazione di vitamina D in donne gravide con diabete gestazionale (GDM).

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Vitamina D ed outcome gravidico

La vitamina D, un tempo ritenuto il “fattore antirachitico” per il suo riconosciuto ruolo nel metabolismo del tessuto osseo viene oggi ritenuto un ormone con effetti pleiotropici: il suo recettore, presente su numerosi tessuti, consente al calcitriolo di esercitare effetti immunomodulanti, antiproliferativi ed antiangiogenetici. Di fatto la carenza di vitamina D, epidemiologicamente rilevante specie nei paesi industrializzati, è stata associata ad una pletora di disturbi iperproliferativi, dal cancro alle malattie autoimmuni, al diabete oltre che, naturalmente a disturbi osteomuscolari. Recenti trials stanno misurando anche gli effetti della supplementazione con calcio e vitamina D sul peso corporeo, con associazioni statisticamente significative tra integrazione e calo di peso in soggetti sovrappeso ed obesi. Alcuni ricercatori hanno anche ipotizzato un ruolo della carenza di vitamina D sull'outcome gravidico. Per rispondere a questa domanda ricercatori dell'università di Sydney (Australia) hanno effettuato uno studio caso-controllo per stabilire l'associazione tra livelli di vitamina D nel primo trimestre di gravidanza ed outcome gravidico.

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Effetti del fruttosio e del glucosio sui centri encefalici di regolazione della fame e della sazietà

Alcuni autori postulano che l'incremento della prevalenza dell'obesità possa essere sostenuto anche dalla produzione da parte dell'industria alimentare (e dal conseguente aumento di consumo) del fruttosio in sostituzione del glucosio come dolcificante per alimenti e bevande. Il glucosio ed il fruttosio sono entrambi monosaccaridi, ma il fruttosio è più dolce, pertanto può essere utilizzato in quantità inferiori per ottenere lo stesso effetto del glucosio, circostanza che lo rende preferibile anche dall'industria alimentare.

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