Bel lavoro pubblicato su Cell Host and Microbe sul ruolo del microbiota dell'immunoterapia del melanoma.
Lo studio, condotto presso l'Istituto Europeo di Oncologia e sostenuto da AIRC, ha monitorato il microbiota intestinale di 23 pazienti durante la terapia con inibitori del check-point immunitario.
🔹Ormai da qualche anno c'è questo interessante filone di ricerca che sta mostrando come specifiche firme microbiche del microbiota potenziano la risposta ai farmaci immunoterapici anti-PD-1 in ambito oncologico.
🔹La novità di questo studio è stata quella di monitorare il microbiota durante la terapia e non prima come in molti altri studi.
🔹I ricercatori hanno visto che il successo della risposta è mediato sostanzialmente da due fattori:
🔺Proprio quest'ultima è stata la scoperta interessante: trattando in vitro cellule di melanoma con questi peptidi si è osservata una potente risposta ai farmaci anti PD-1.
📊 Nell'immagine si vede chiaramente come nei quattro organoidi di melanoma la presenza dei peptidi FLach aumenta la citotossicità del farmaco.
====
Chiaramente questo ha un risvolto molto interessante, se dovesse essere confermato in successivi studi preclinici e poi clinici: se ragioniamo in un'ottica futura di potenziare un trattamento con anti-PD-1 modulando il microbiota, una cosa è lavorare sulle firme microbiche (che per essere modificate richiederebbero una terapia con live biotherapeutics oppure trapianto di microbiota), un'altra (ben più semplice ed immediata) è quella di pre-trattare con peptidi specifici. Restiamo sintonizzati. https://www.cell.com/cell-host-microbe/fulltext/S1931-3128(24)00392-5
