💪 È risaputo da secoli che l'attività fisica regolare apporta enormi benefici per la prevenzione e il trattamento delle malattie.
Solo di recente, tuttavia, si iniziano a comprendere più a fondo i meccanismi molecolari alla base di questi effetti. Un'area emergente di ricerca che sta rivelando connessioni sorprendenti è l'interazione tra il muscolo scheletrico in contrazione e il nostro microbiota intestinale, un concetto noto come "asse muscolo-intestino".
🏋️♂️ I muscoli scheletrici, considerati per molto tempo solo organi per il movimento, sono ora riconosciuti come organi endocrini capaci di rilasciare molecole chiamate "miochine", messaggeri biochimici che facilitano la comunicazione tra i muscoli e altri tessuti e organi, inclusi l'intestino e il tratto gastrointestinale.
🦠 Questa comunicazione bidirezionale rivela come l'attività fisica regolare non solo migliora l'immunità dell'ospite, ma facilita anche un microbiota intestinale più vario e un metaboloma funzionale.
🚀 Uno degli aspetti più interessanti di questa interazione riguarda la produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA) da parte del microbiota intestinale. Studi condotti su roditori hanno mostrato un aumento di diverse specie di SCFA, inclusi acetato, butirrato, propionato e acido linoleico coniugato, dopo allenamento di resistenza.
🔬 Confrontando topi germ-free con topi privi di patogeni ma con microbiota intatto, è emerso che i topi germ-free mostravano atrofia muscolare significativa e ridotta forza muscolare. Questo era associato a una ridotta espressione del fattore di crescita insulino-simile 1 (IGF-1) e una minore trascrizione di geni legati alla crescita muscolare e alla funzione mitocondriale. Trattare i topi germ-free con un cocktail di SCFA ha parzialmente invertito questi deficit funzionali, suggerendo un ruolo diretto del microbiota nel regolare la massa e la funzione muscolare.
🔄️ È chiaro quindi che vi è una relazione bidirezionale in cui il muscolo attraverso il rilascio di mediatori chimici contribuisce a modellare un microbiota sano, il quale a sua volta produce metaboliti con effetto trofico diretto sulle cellule muscolari.
🔶 Anche negli esseri umani le evidenze supportano questa connessione. I primi studi hanno dimostrato che l'allenamento fisico negli esseri umani è associato a maggiore diversità microbica e abbondanza di specie batteriche.
Atleti professionisti e individui allenati mostrano una maggiore biodiversità del microbiota intestinale, un arricchimento di taxa benefici e una maggiore abbondanza di SCFA fecali rispetto a individui sedentari.
🧬 Naturalmente i cambiamenti indotti dall'esercizio nel microbiota non sono universali e dipendono da vari fattori, tra cui la dose di esercizio (intensità, durata, frequenza), la dieta, e le caratteristiche fisiopatologiche individuali.
✔️ In conclusione emerge che l'attività fisica è (insieme alla dieta) un potente modulatore positivo del microbiota intestinale, il cui stato di equilibrio è alla base di un buono stato di salute generale.
https://www.gastrojournal.org/article/S0016-5085(25)00329-4/fulltext
