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Nutrizionistica.it | News & Views
Il rapporto inverso tra BMI e vitamina D circolante: è possibile individuare un nesso di causa-effetto?

Dati epidemiologici indicano che l'incidenza dell'obesità e quella del deficit di vitamina D seguono andamenti sovrapponibili nelle popolazioni occidentali. In particolare, il deficit di vitamina D sta suscitando notevole interesse sulla base delle recenti osservazioni secondo cui soggetti con bassi livelli circolanti di vitamina D risultano maggiormente esposti a sviluppare malattie cardiovascolari, ipertensione, diabete, cancro e malattie autoimmuni (come l'artrite reumatoide). Trattandosi di patologie secondarie anche all'obesità non è inopportuno postulare che l'associazione tra vitamina D e patologie possa essere in qualche modo mediata dall'obesità, la quale potrebbe essere la causa o la conseguenza del deficit di vitamina D. Verranno qui analizzati i dati di letteratura scientifica che hanno analizzato il legame tra obesità e deficit di vitamina D.

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Portafoglio dietetico ipocolesterolemizzante
Mercoledì 16 Maggio 2012 10:44

 

Soggetti che consumano per 6 mesi una combinazione di alimenti noti per il loro effetto ipocolesterolemizzante riescono ad abbassare il loro livello di colesterolo LDL più di quanto si osserva in soggetti che consumano una dieta terapeutica a basso contenuto di grassi saturi. Questi sono risultati pubblicati su JAMA da un gruppo di ricercatori canadesi.

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Them1, un gene la cui inattivazione determina incremento del metabolismo basale
Venerdì 11 Maggio 2012 15:28

La ricerca genetica nel settore dell'obesità nell'ultima decade sta raccogliendo l'interesse di un numero crescente di ricercatori interessati alla comprensione dei meccanismi molecolari che governano il bilancio energetico oltre che stimolati dalla possibilità di progettare nuove strategie terapeutiche mirate per contrastare l'obesità e le patologie ad essa correlate. Dai laboratori del dott. David Cohen del dipartimento di medicina dell'Harvard Medical School giunge un risultato sperimentare rilevante: è stata infatti indagata la funzionalità del gene Them1 attraverso una serie di esperimenti che hanno analizzato gli effetti della distruzione della funzione genica nel topo, prassi che, come noto, rappresenta un passaggio cruciale nella comprensione delle funzioni di un gene. Il gene sembra svolgere un ruolo importante nell'omestasi energetica e la sua distruzione determina resistenza all'obesità in ambiente obesogenico, oltre che miglioramento del profilo di sensibilità insulinica, resistenza alla steatosi epatica ed in generale incremento del metabolismo basale secondario ad aumentata termogenesi.

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